Implantologia

L'implantologia dentale è quella branca dell'odontoiatria che si occupa delle tecniche chirurgiche atte a riabilitare funzionalmente un paziente, in seguito alla perdita di uno o più denti, mediante l'utilizzo degli impianti dentali, ovvero dispositivi inseriti chirurgicamente nell'osso mascellare e/o mandibolare, i quali a loro volta permettono la connessione di protesi, fisse (cementate o avvitate) o mobili.
Prima dell'avvento dell'implantologia dentale, il ripristino era reso possibile solo per mezzo di protesi fissate ai denti contigui a quelli mancanti, mediante un intervento demolitivo che ne prevedeva la limatura per accogliere le corone che avrebbero sorretto il dente mancante. Oggi invece, grazie all'implantologia, non è più necessario coinvolgere denti integri per sostituire denti mancanti.

L'impianto dentale, in qualità di radice artificiale inserita stabilmente nell'osso, riesce validamente a sostenere una capsula singola, un ponte, oppure può fare da eccellente ancoraggio ad una dentiera mal sopportata dal paziente. Secondo le necessità è possibile inserire uno o più impianti dentali per sostituire un solo dente, più denti (protesi dentale parziale) o tutti i denti dell'arcata (protesi dentale totale). A tal riguardo ha particolare interesse il “Toronto Bridge”, particolare dispositivo protesico supportato da impianti,nel quale vengono riprodotti sia elementi dentali che tessuti circostanti.

Gli impianti hanno una vita pressochè illimitata (gli studi più lunghi hanno 25 anni), se viene effettuata una quotidiana manutenzione; il rischio più grosso che corrono gli impianti è dato:
-nell'immediato post-intervento, dalla perimplantite, ossia un'infiammazione ed un'infezione delle strutture attorno all'impianto
-da uno scorretto carico degli impianti stessi, con corone o protesi non corrette.

Per scongiurare questi insuccessi implantari è necessario quindi una buona protesi, fissa o mobile, ben bilanciata dal punto di vista dell'occlusione, avere una buona igiene quotidiana ed effettuare visite di controllo periodiche.

Tipologie di impianti
La caratteristica comune a tutti gli impianti attuali è che sono quasi tutti realizzati in titanio,in forma commercialmente pura o nelle sue leghe ad uso dentale, il cui pregio è quello di essere un materiale biocompatibile che non comporta reazioni da parte dell'organismo.

Gli impianti posizionati nell'osso del paziente vengono fortemente inglobati in esso dai fisiologici meccanismi della rigenerazione ossea, secondo il processo detto di osteointegrazione.

Gli impianti maggiormente utilizzati, i più testati clinicamente e i più verificati con protocolli internazionali pubblicati sulle principali riviste scientifiche, sono quelli di tipo endosseo , che utilizzano protocolli di carico differito; nella maggioranza dei casi vengono lasciati sommersi sotto gengiva per un periodo congruo in base alla sede, mediamente 3-4 mesi per la mandibola e 5-6 mesi per la mascella.

L'implantologia endossea utilizza impianti di forma cilindrica/conica più o meno filettati all'esterno e con connessione interna a varia conformazione per la parte emergente (moncone).

Qualsiasi sia il sistema implantare che si intende usare, è estremamente importante la disponibilità ossea, nella zona edentula in cui è prevista l'installazione degli impianti; attraverso specifici sistemi diagnostici (analisi radiografici, analisi di modelli..) è possibile valutare con buon grado di precisione la larghezza, l'altezza , la lunghezza e la forma dell'osso, nonché i prevedibili rapporti tra impianti e sovrastruttura protesica.